L'essenza dell'Irlanda
Heaney: "Sei pensieroso, Harlan?"
Harlan: "Sì, riflettevo su quanto sembrano diversi, qui, stanotte, con la pioggia, questi posti... Quando io e Kurjak siamo saliti in macchina per venirvi a cercare nel vostro paesino, siamo passati non lontano da qui... ed era tutto incantevole... sereno... Stanotte, invece, è tutto molto diverso..."
Heaney: "Tu sai che cos'è veramente l'Irlanda, Harlan? Credi che siano le cartoline con le colline verdi, le porte colorate di Dublino, le ragazze lentigginose dai capelli rossi e le greggi di pecore che ti attraversano la strada?... Oppure le gru del porto, patiboli arrugginiti a cui si appendono i porci feniani torturati e uccisi, i magazzini abbandonati in cui i traditori vengono gambizzati e le auto-bomba imbottite di tritolo?... Tutte queste cose sono l'Irlanda... eppure non basta ancora... Te lo dico io qual è l'essenza di questa terra: sono le zolle di torba scura che adesso stiamo calpestando e che hanno sempre rappresentato la nostra principale fonte di riscaldamento. Un combustibile nerastro e povero, che scalda poco, ma soprattutto che è zuppo del sangue di decine di generazioni che si combattono. Tutto sangue irlandese, non cattolico o protestante, semplicemente irlandese... ma l'odio ha sempre avuto bisogno di etichette e confini per alimentarsi... e mentre cattolici e protestanti camminano guardinghi, costeggiando ciascuno i quartieri dell'altro, stando bene attenti a non sconfinare... una volta arrivati a casa, si scaldano con le stesse identiche zolle nerastre, intrise indifferentemente del sangue mescolato di fratelli e nemici. Tutto questo deve finire... tutto questo sta per finire, forse... ma basta un niente, una scintilla, perché il fuoco torni a divampare e l'odio a divorarci..."