L'incontro tra Harlan e Caleb
Entrato nel "Teatro dei Passi Perduti, Harlan è attratto da alcune marionette che rappresentano la sua nascita, e crede si tratti di uno scherzo da parte di qualcuno che lo conosca bene...
Caleb: "No, Harlan! Non si tratta di uno scherzo di tuo padre!"
Harlan: "Chi sei?"
Caleb: Colui che ti ha mandato quel messaggio, Harlan Draka! Il mio nome è Caleb. Caleb Lost."
Harlan: "[puntando la pistola] Resta dove sei!"
Caleb: "So che i proiettili della tua pistola sono intinti nel tuo sangue, Harlan! Ma io non sono un Maestro della Notte!... E neanche un emissario di tuo padre!"
Harlan: Allora chi sei? Che cosa sei? Mi leggi nel pensiero?"
Caleb: "Sì, scusa, è un'abitudine, quella di leggere nelle menti altrui!... Ma posso farne a meno, se preferisci!"
Harlan: "Certo che preferisco! Ma... non scherzi?! Senti davvero i miei pensieri?"
Caleb: "Adesso no, per educazione. Non sta bene ascoltare i pensieri altrui, ma posso farlo!"
Harlan: "Questa è bella!... Sei sicuro di non essere uno di quei mostri?... Loro hanno poteri telepatici!"
Caleb: "Possono trasmettere il pensiero... e usare la mente dei loro schiavi!... Ma niente di più!... Anche tu, per parte di padre, appartieni alla loro stirpe, Harlan! Quei poteri sono anche i tuoi, se imparerai a conoscerli!"
Harlan abbassa la pistola.
Harlan: "Di me sembri sapere parecchio, Caleb!"
Caleb: "Lavoro anch'io per la Legge, come le tre vecchie zie che ti hanno allevato!... Non aver timore... Da tempo aspettavo di vedere una creatura come te! Ho incontrato ogni genere di esseri strani, nella mia lunga esistenza... ma mai un Dampyr!"
Harlan: "Lieto di essere entrato nella tua collezione, Caleb, anche se non mi va tanto di essere considerato una stranezza o uno scherzo della natura!"
Caleb: "I Dampyr sono rarissimi. Ce n'è stato uno, secoli fa, ma io non l'ho incontrato!"
Harlan: "Secoli, eh?... Adesso non mi verrai a dire che sei stato tu a insegnare il violino al fantasma del castello!"
Caleb: "Che te l'ha raccontato? Nikolaus?"
Harlan: "Non mi sorprende che tu conosca quel matto! Lavora con te, per caso?"
Caleb: "No. Lui sta con un'altra squadra!"
Harlan: "Quale squadra? Quella della birreria?"
Caleb: "Sei stato alla birreria?... Mi spiace deluderti, Harlan, ma le persone che hai visto sono quasi tutte degli spok..."
Harlan: "Sarebbe a dire?"
Caleb: "Spettri, ombre prese dal passato... Nikolaus si diverte a evocarli, anche se sa bene che è proibito!... Ma soffre di solitudine!"
Harlan: "Vorresti farmi credere che Nikolaus sa... evocare i fantasmi? Come il dottor Faust?"
Caleb: "Se paragonato a lui, il vecchio Faust era un dilettante..."
[...]
Harlan: "Nonostante le stranezze che mi sono capitate stanotte, accanto a te mi sento al sicuro... so che non mi potrà accadere niente di male!... Chi sei? Ce ne sono altri, come te?... Qual è la tua squadra?"
Caleb: "E' la squadra dei Guardiani della Legge... Sai di poterti fidare di me, perché sto dalla parte del Bene, Harlan!... Io e i miei compagni siamo stati chiamati in mille modi... gli Imperituri, i Venerabili... a me è cara un'altra definizione... gli Amesha. La guerra è sempre in corso, in tutti i tempi e in tutti i luoghi... E' difficile da spiegare, ma potremmo definirla l'eterna lotta tra le Legge e il Caos... o tra il Bene e il Male... tanto per intenderci... In questo tempo e in questo luogo, ossia in questo aspetto della realtà che è il tuo mondo, Harlan, il rappresentante della Legge sono io! Chiaro?"
Harlan: "Per niente!... Come sapevi di me?... E perché quella messinscena con le marionette?"
Caleb: "Volevo rammentarti la tua origine... Quelle che tu chiami le tue zie ti hanno allevato e protetto per conto della Legge, Harlan!... Ma in un certo senso erano agenti neutrali!... Se tu avessi scelto il male, non si sarebbero opposte... Ma eravamo sicuri che avresti militato nel nostro campo, alla fine!... Anche se ci hai messo un po', a deciderti!"
Harlan: "Io non ho scelto un accidente!"
Caleb: "Ti sbagli! La tua lotta contro i Maestri della Notte dimostra esattamente il contrario!... Dovevi arrivare da solo a prendere coscienza dei tuoi poteri e della tua missione!... E alla fine l'hai fatto! Era destino che, prima o poi, tu e io ci incontrassimo, Harlan! E mio compito sarà aiutarti a conoscere te stesso e i tuoi nemici!"