La favola dei Quattro Cavalieri
Fattasi catturare da Mathias per raggiungere la "fabbrica della morte", Tesla consola Natalia, una bimba spaventata dal rapimento suo e di suo padre, svenuto.
Tesla: "Vuoi una favola?... Io ne conosco una bellissima!"
Natalia: "Più bella di quella del mio papà?... Non ci credo, raccontamela!"
Tesla: "C'è una bambina, così brava e così bella che le forze del male, invidiose di lei, decidono di rapirla... Si chiama proprio Natalia..."
Natalia: "Come me!..."
Tesla: "... Siccome il mondo sarebbe stato molto più brutto senza la sua presenza, quattro grandi cavalieri sono incaricati dalle forze del bene di difendere la piccola..."
Natalia: "Davvero?..."
Tesla: "Oh, sì... Quattro grandi guerrieri, ognuno di loro talmente in gamba che il male non poteva avere nessuna speranza di vittoria!... Il più forte si chiama Harlan... Forte, coraggioso, leale, e anche carino... lo chiamano Dampyr e dà la caccia ai Vampiri! E poi c'è Kurjak, testadura e brontolone, ma invincibile nei combattimenti. E il venerando Miklos, il mago vecchio di secoli, maestro di magia bianca, capace di lanciare fulmini dalle mani. Ogni volta che li incontrano, le forze del male ne escono con le ossa rotte!... I cavalieri sono scatenati! Stanno difendendo il villaggio di Traska dagli uomini malvagi! Perché nessun servo del male può battere i paladini del bene, quando i paladini sono forti come Harlan e i suoi cavalieri; nessuno!"
Natalia: "Manca un cavaliere... hai detto che erano quattro!"
Tesla: "Hai ragione... Il quarto cavaliere è una donna... si chiama Tesla... Lei tiene così tanto a Natalia che pur di starle vicino si è fatta catturare dai malvagi..."
Natalia: "Ma chi sono i malvagi?...Fantasmi, demoni, vampiri?..."
Tesla: "No... sono esseri più terribili e cattivi di qualsiasi demone o vampiro!... I malvagi di questa storia sono esseri umani!... Semplici esseri umani!"
Natalia: "E' una bella... favola..."
Tesla: "Non vuoi sapere come va a finire?"
Natalia: Domani... Adesso ho tanto... tanto sonno... Buonanotte, Tesla... e grazie della favola..."